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Nel teatro di paglia nuovi appuntamenti con i greci in terra etrusca. Gli spettacoli iniziano alle ore 21.00 - Alle ore 19.00, prima di ogni spettacolo, visita guidata al Museo e al parco archeologico a cura della Direzione del Museo. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Teatro Comunale, via Matteotti 1, Marzabotto

Stasera Citarella ePalma Duo

Necropoli est - Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” - via Porrettana Sud 13 - Marzabotto (Bologna) CITARELLA E PALMAS IN DUO   Intervista completa
 Nando Citarella è musicista, attore, e studioso delle tradizioni popolari,teatrali e coreutico-musicali campane, Mauro Palmas è chitarrista, compositore e musicologo sardo. Insieme danno vita a un viaggio nelle sonorità mediterranee e nel canto d’amore: li affidano alla intimità folgorante di voce/mandola, al liuto, al dialogo intenso che costruiscono interpretando le canzoni napoletane.

Medea

Il filo rosso che lega le donne del Festival prepara la sua prossima tappa per domani 23 luglio con Medea
ore 21.00, Teatro di paglia - Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” - via Porrettana Sud 13 - Marzabotto (Bologna) con  PAMELA VILLORESI
C’è una definizione precisa della tragedia in un testo di Jean Anouilh, attraverso una immagine molto forte, assolutamente pertinente:

Interviste

Consulta la pagina Interviste del Festival della Commedia Antica.
Contenuti extra, interviste ai protagonisti ed altre curiosità da ascoltare e leggere come l'intervista a Pamela Villoresi di Dora Carapellese



Foto by Luca Freschi - Jesus' Blood Ne ver Failed Me Yet

Secondo Appuntamento

LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI
Simona Rafanelli e Stefano Cocco Cantini
Stasera, venerdì 18 LUGLIO - ore 21.00, Necropoli est - Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” - via Porrettana Sud 13 - Marzabotto (Bologna)
Lezione spettacolo sulle ricerche e le sorprendenti scoperte fra musica e archeologia.

Taglio del nastro

Pronti al taglio del nastro oggi dalle 18:30 biglietteria aperta, alle 19:00 visita guidata dell'area archeologica previa prenotazione, ore 20:00 brindisi inaugurale e poi tutti al teatro di paglia per ascoltare la prima e unica nazionale di Peppe Barra

Visite Guidate

Quattro serate di visite guidate e teatro per il pubblico del Festival della Commedia Antica.
Lo spettacolo del Festival inizia dall'esplorazione sapientemente guidata del museo e del parco archeologico e, nessun appuntamento sarà uguale all'altro.
Prenotazione Obbligatoria.

Conferenza Stampa

Stamattina alla conferenza stampa si è aperto il sipario del Festival della Commedia Antica che quest'anno si riassume in: Madre incestuosa, fidanzata vittima e madre barbara sono le donne che saranno portate in scena, completano il quadro le performance musicali dei suoni etruschi ritrovati e le sonorità mediterranee del mandolo.

Medea di Euripide

Come è iniziata la collaborazione con il Festival della Commedia Antica?
Villoresi. Da trent'anni interpreto i grandi classici.  Ho affrontato quasi tutte le eroine tragiche nei luoghi antichi e grazie a rassegne come la vostra.  Era un incontro inevitabile. Inoltre sono legata a Marzabotto e alle sue campagne per tante ragioni.
La prima è sicuramente quella la lega ai tragici eccidi di 70 anni fa.  Ho recitato anche, nella sala del consiglio comunale, lo spettacolo "Io ho visto"  tratto dal libro di Pier Vittorio Buffa,  che ha raccolto le testimonianze degli ultimi sopravvissuti di tutte le stragi d'Italia.  Spettacolo intenso e doloroso, ma non si possono dimenticare coloro che, per noi e la nostra libertà,  hanno sofferto e lottato.  E bisogna ricordare i tragici, crudeli errori della Storia, con la speranza che non accadano mai più. 

Poi quelle colline sono territorio di ciclismo.  Al grande Coppi ho dedicato uno spettacolo "Il mio Coppi" di Albe Ros e Daniela Morelli,  che avvicina ed emoziona i più esperti ed esigenti appassionati spettatori agli sportivi dalle mani e occhi rossi che a teatro forse non c' erano mai stati. Un rito collettivo che ci ricorda un'Italia del merito, dove si può anche litigare per lo sport ma tutti insieme ci si rimbocca le maniche per tirare su i cocci e le case e spazzare via le macerie.
C'è qualcosa di Medea in Pamela?
Villoresi. Chi non ha mai patito un abbandono?  Chi non è mai stato travolto dal dolore e dalla rabbia?  In ognuno di noi c' e' un po' di Medea: è veramente il personaggio più psichicamente faticoso del teatri. Affinché si compia il rito catartico quei sentimenti devono esplodere nelle vene dell'interprete,  proprio per mostrare quanto sia terribile lasciarsi andare ai rovelli, alla mortificazione,  alla rabbia al desiderio di vendetta; soprattutto quando si prendono in ostaggio i frutti del sofferto amore,  cioè i figli.
La tragedia può essere paragonata ad una storia di attualità?
Villoresi. Le storie che echeggiano nei nostri condomini e messaggini dimostrano che il problema è tutt'altro che superato,  e le cronache ci confermano questa tragica realtà. Lo spettacolo invita a riflettere,  ci mette tutti, in parte carnefici e in parte vittime,  davanti ad uno specchio. 
L'adattamento di Michele Di Martino è essenziale,  immediato. Anche per questo,  forse,  lo spettacolo riesce a coinvolgere  intere platee di giovani.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
Villoresi. In agosto uno spettacolo in ricordo della 1' guerra mondiale e Memorie di una Schiava a Ravello, / in settembre il festival di musica classica "Le x giornate di Brescia", / in ottobre il melologo dedicato a Etty Hillesum e Edith Stein "La Matassa e la Rosa" di Giuseppe Manfridi, musiche di Luciano Vavolo, con l'orchestra e il coro de La Nuova Arca, / in novembre "Eva contro Eva" / da dicembre fino a tutto febbraio "Il mondo non mi deve niente" di Massimo Carlotto con Claudio Casadio / da marzo, per i suoi 500 anni, uno spettacolo su Santa Teresa D'Avila, che si sta realizzando dopo vent'anni di gestazione. 
Pamela


Contaminazioni e scambi

Intervista alla Galleria Stefano Forni e a Luca Freschi l’artista che ha prestato la sua opera al Festival della Commedia Antica di quest’anno.

D. Secondo anno di collaborazione per la Galleria Forni con il Festival, quali sono le vs aspettative
R. Siamo molto contenti di ripetere per il secondo anno consecutivo la nostra collaborazione con il Festival. Il lavoro della galleria d'arte per come lo intendiamo è fatto di contaminazioni, di scambio e per questo prestare l'immagine di un opera di un giovane artista quale Luca Freschi per il "Festival della commedia antica" è per noi motivo di grande soddisfazione. Le aspettative sono di poter continuare la collaborazione iniziata sviluppando dei progetti specifici per le prossime edizioni del Festival che possano contribuire ad arricchirne la proposta culturale già elevatissima.

D. Dove nasce la scelta dell'artista di quest'anno
R.La scelta di Luca Freschi nasce dalla considerazione che l'artista nella realizzazione delle sue opere adotta una poetica del quotidiano, rispettosa dell’unione uomo-natura, e un’affascinante ri-utilizzazione di ciò che appartiene al passato.
Una consapevolezza del proprio essere e del proprio fare che resta, preziosa e necessaria, uno degli ultimi retaggi dell’arte antica in quella contemporanea.

DIl concept dello stesso
R. In questi anni di lavoro Freschi ha intrapreso una ricerca basata sull’alterità della figura umana, sulla memoria personale e collettiva tramite l’utilizzo della tecnica del calco. La sua scultura è umile e lirica al tempo stesso.
Gli elementi ricercatamente fiabeschi ed ironici rintracciabili nei suoi lavori, quali la policromia delle terracotte, gli smalti dai colori spesso appariscenti, i tessuti antichi o il riutilizzo di scarti industriali, non sono solo puro decoro estetico ma impronta e sigillo di una memoria irripetibile e privata affidata alla materia.

Non è un caso che questa sia la terra; sebbene essa sia tra i materiali più durevoli e tenaci (basti pensare all’ottimo stato di conservazione di molteplici reperti archeologici), la sua epidermide porosa, penetrabile, frantumata - peculiarità enfatizzate dagli ulteriori tagli imposti dall’artista - la sottopone alle naturali alterazioni indotte dall’esposizione al mondo.

Materia antinomica, la terracotta è insieme longeva e delicata, resistente e sensibile come la vita di cui Freschi denuncia l’ineluttabile finitudine. Eppure è questa fragilità che l’artista invita ad accogliere quale senso ultimo dell’esser-ci: il passato immortalato attraverso la rappresentazione in opera, nuovamente “gettato nella vita” e dunque nella transitorietà, genera un continuum temporale dinamico ed aperto. Così l’eterno ritorna perché esposto nuovamente al finito. Così il tempo è ritrovat

D. L'opera scelta per il festival verrà esposta nel museo...
R. La tecnica e i materiali utilizzati da Freschi dialogano molto bene con le opere esposte nel Museo ed è per questo che in accordo con la Dott.ssa Desantis abbiamo selezionato una sua scultura con l'intento di esporla nel Museo per tutta la durata del Festival. L'intento è quello di propore un confronto tra arte antica e contemporanea non mediato da costruzione teoriche, semplicemente lasciato all'esperienza visiva dei visitatori.
L’opera esposta coinvolge una pluralità di esperienze dell’artista e la contaminazione di vari significati che vanno oltre l’apparenza dell’immagine stessa. Volatili sono gli uccelli di ceramica che si insinuano fra le crepe della sagoma umana in terracotta, ma volatile è anche un sogno, un’emozione, un profumo.

D. Cosa significano gli uccelli nelle sue opere (Freschi risponde)
R. Gli uccelli che io amo definire Corvi/ Cornacchie sono entrati all'interno del mio lavoro come una sorta di messaggeri "custodi della memoria collettiva".
In molte culture viene attribuito a questo volatile un significato esoterico simile; portavoce di grandi misteri è l'unico animale che ha la possibilità di trasgredire le leggi di questo mondo, in quanto può trasformarsi o essere presente in due luoghi contemporaneamente.


"Il corvo in Cina è considerato uccello legato all'aspetto negativo della morte e quindi lugubre e funesto, in Giappone è simbolo dell'armonia familiare, messaggero divino e, proprio come nella tradizione Maya, diventa portavoce degli dei del tuono e del fulmine."
"In India è chiamato "il messaggero della morte" in contrapposizione alla valenza pèositiva e divina che ha in Grecia come volatile consacrato ad Apollo, lo stesso vale per la mitologia nordica germanica, i corvi erano ritenuti i compagni di Odino spesso raffigurato con questi uccelli appollaiati sul suo seggio."

"Anche per i nativi americani il corvo è visto come foriero di mistero e magia, ambasciatore del grande vuoto che risiede oltre il tempo e lo spazio, tanto da essere considerato l'animale che all'origine del mondo quando la terra era avvolta dall'oscurità e non ancora abitata dagli uomini, rubò il sole per portarlo sulla terra."

D. Uno pò di bio dell'artista
R. Luca Freschi, Forlimpopoli (FC) 1982, diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Forlì, sezione decorazione Pittorica e Restauro. Laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione Pittura.

Freschi ha partecipato a varie esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero in spazi pubblici e privati. Alcune delle sue opere sono state premiate in concorsi nazionali e acquisite in collezioni pubbliche italiane e spagnole. Collabora attivamente con la Galleria Stefano Forni di Bologna. Vive e lavora a Meldola (FC).

A cura di Dora Carapellese

Simonetta Monesi Direttore del Festival

Come è iniziato il suo percorso con il Festival della Commedia Antica?
Monesi. Ho curato, in qualità di Assessore alla cultura, la ideazione e la realizzazione del festival dal 2010 al 2013, ovvero le prime quattro edizioni. Quest'anno sembrava piú complicato perché ho deciso di non ricandidarmi, ma i tempi delle elezioni e quelli della organizzazione della quinta edizione si sovrapponevano. E poi al festival sono affezionata, gli ho dedicato tanto tempo, tanta attenzione... La soluzione che abbiamo trovato è stata che io continuassi esplicitando la mia direzione artistica, mentre la Amministrazione seguiva la parte tecnica.
Se si opera con un obiettivo comune si possono ottenere ottimi risultati: il pubblico vede delle serate che funzionano, dietro c'è il lavoro di noi volontari (vorrei che ciò fosse chiaro, anche il mio è puro volontariato!), delle istituzioni, dei tecnici e dipendenti delle Amministrazioni, oltre che la sinergia con il Museo e la Soprintendenza.
Che tipo di esperienza deve aspettarsi il pubblico
Monesi. Penso che il festival offra una piacevole esperienza di benessere complessivo: in modo semplice, ma ci sforziamo di lavorare sulla curiosità, sulla tranquillità, sull'ambiente naturale, sulla bellezza. Vogliamo che chi decide di stare una sera con noi entri in una dimensione rilassante, che disponga ad accogliere le parole, i gesti, i suoni della nostra rassegna. E vogliamo far conoscere l'antica città etrusca.
La cultura a Marzabotto va in controtendenza?
Monesi. Il teatro italiano è in grande difficoltà. Le compagnie e gli artisti faticano a programmare e produrre, stretti fra i tagli, i crediti che non riescono a esigere, i finanziamenti che non arrivano. Allestire un classico è molto oneroso per il numero di interpreti, le scene e i costumi, la traduzione, l'adattamento. Inoltre la nostra idea di portare a Marzabotto le produzioni del circuito dei teatri antichi, implica rilevanti spese di trasporto. Per questo sono orgogliosa di essere riuscita a portare il Miles. Medea invece era una riduzione, affidata però alla grande interpretazione di Pamela Villoresi. L'altra strategia del festival è produrre spettacoli originali: testi antichi o derivati dalle letterature antiche, ma poco o mai rappresentati. Il monologo interpretato quest'anno da Peppe Barra ne è l'ultimo esempio. Magnifica serata!
Il Festival della Commedia Antica e Infrasuoni
Monesi La collaborazione con Claudio Carboni e la sua rassegna Infrasuoni è stata sempre preziosissima. Inventiamo assieme spettacoli, cerchiamo la sintonia fra le nostre idee, fra le serate che cura lui e quelle del festival. Entrambi soprattutto abbiamo a cuore il nostro territorio e vogliamo che l'Appennino bolognese venga conosciuto e amato quanto merita. Al tempo stesso riteniamo importantissimo offrire ai residenti programmi che siano culturali, non di mero intrattenimento.
L’Unione dei Comuni dell’Appennino, una nuova realtà
Monesi. L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese è una innovazione importante: la frammentarietà non è più sostenibile, finalmente il funzionario ai servizi culturali e turistici, Marco Tamarri, sta svolgendo un grande lavoro di coordinamento fra le proposte diffuse su tutto il territorio. Nessun processo innovativo è facile e breve, ma mi pare che l'Appennino stia dimostrando, assieme a lui, di avere molta grinta!

Intervista a Edoardo Siravo e a Marco Simeoli

Come è iniziata la collaborazione con il Festival della Commedia Antica?
Siravo. La mia collaborazione risale ad alcuni anni fa, quando portai in scena, a Marzabotto, (luogo, tra l'altro, incantevole), l'EDIPO, di cui serbo un bellissimo ricordo.
Simeoli. Il mio rapporto con il Festival della Commedia Antica comincia ora col Miles e ne sono molto onorato e contento.                           
C'è qualcosa di Marco ed Edoardo in questa commedia?
Siravo. Plauto, che scrisse, 2000 anni fa, il Miles Gloriosus, ha creato personaggi universali, ed è peculiarità dei grandi autori inserire nei caratteri dei propri personaggi qualcosa in cui noi tutti ci possiamo riconoscere. 
Simeoli. Sì c'è la mia napoletanita' messa al servizio della storia...e nei panni di un architetto astuto e avvezzo a burlarsi del prossimo...in questo caso del soldato "smargiasso"..

Qual è la morale di questa storia se c'è?
Siravo. La morale, ovviamente c'è, ed è sintetizzata nel monologo finale del "Soldato Smargiasso" ... ma non riveliamo la sorpresa.
Simeoli. E’ una morale eterna e valida sempre e soprattutto oggi a distanza di tanti anni da chi in fondo ha inventato tutto o quasi...quella di non farsi schiacciare dalla propria vanità e dal proprio narcisismo, perchè alla prima occasione ti si ritorcerà contro...

C'è un po' di attualità in questa storia?
Siravo. la cosa che più impressiona è come Plauto abbia individuato negli uomini di sempre, un male che oggi è ancora più evidente: il narcisismo, un male che ormai rasenta l'arroganza.
Simeoli. Assolutamente sì, ed in parte è quello già detto sopra, viviamo in un momento dove l'edonismo e l'apparire la stanno facendo da padrone...

Cosa vi ha divertito di più in questa commedia?
Siravo. E’ una commedia assolutamente divertente, sia per il pubblico che per gli attori. Il rapporto tra tutti, e soprattutto tra me e Simeoli, è sostenuto dalla gioia di recitare in uno spettacolo vivace, divertente e che piace al pubblico.
Simeoli. Il riuscire a raccontarla grazie all'aiuto del regista Piccardi facendola arrivare e comprendere al pubblico e il recitare in una bella compagnia divertendosi sera x sera in specie, per il mio personaggio, accanto a Siravo col quale mi permetto di dire si è creata una formidabile "coppia" che spero non si fermi qui...

Perchè uno spettatore dovrebbe venire a vedere il vs spettacolo?
Siravo. Perchè finalmente, per un'ora e mezza, riconoscerà e quindi esorcizzerà narcisismo, arroganza e tracotanza, mali endemici della nostra società e che soprattutto la nostra televisione ci rovescia addosso quotidianamente.
Simeoli. Per trascorrere una serata divertente e riscoprire una delle commedie che hanno fatto nascere la comicità a teatro!


Nando Citarella

Come sei approdato al Festival della Commedia Antica?
Citarella. La collaborazione con il Festival della Commedia Antica è iniziata grazie al maestro Claudio Carboni (amico e collaboratore di vecchia data) che
ci ha voluto in questa edizione che va a cominciare.

Cosa succederà il 31 luglio?
Citarella. Presenteremo un particolare omaggio trasversale alla nostra musica popolare tra classico e tradizione.
Dalla romanza (Mascagni) alla serenata (napoletana) passando per la filastrocca e il ballo (sardo).

Quali sono gli strumenti che userete?
Citarella. Mandola e Liuto Cantabile sono due strumenti a plettro della tradizione mediterranea (di scuola napoletana e non solo)
Mauro Palmas è maestro suonatore e grande virtuoso di questi due strumenti con cui però ha voluto fondere la tradizione sarda a quella più classica già citata.

Che cosa rappresenta per te la musica napoletana?
Citarella. Quando si parla di canzone napoletana (nel mondo a tutto oggi) è considerata musica italiana per eccellenza.
Per me la canzone napoletana rappresenta la storia, l'infanzia (i posteggiatori nei vicoli) ma anche le serenate in strada e i balli nelle feste popolari.
e poi, se permettete...è 'o core!

Cosa c’è nel futuro per voi?
Citarella. Progetti futuri (tanti..come i sogni) d'altra parte se una persona non sogna ...nun campa
Nella musica napoletana come nella lingua la parola Suonno ha significato doppio(sogno e sonno)
E' questa la chiave poetica che non smette mai di girare nei suoi canti, nelle melodie, attorno a questa parola che è quasi sacrale e che produce Ammore e Fantasia, Suonno e Poesia 'nzomma Dormire e Sognare...chest'è!
Lassatece durmì miezz'a stu mare, lassatece sunnàn'eternità!

Di prossima pubblicazione (in autunno) il nostro primo lavoro discografico con la collaborazione del maestro Pietro Cernuto ai fiati popolari e alle zampogne siciliane tracceremo un percorso Tra Insulae et Peninsulae...Mare e Miniere ai piedi dei Vulcani (Etna e Vesuvio) Corde, Pelli,Ance e Voci da Sud a Sud.

Simonetta Monesi. Soluzioni e grinta

Come è iniziato il suo percorso con il Festival della Commedia Antica?
Monesi. Ho curato, in qualità di Assessore alla cultura, la ideazione e la realizzazione del festival dal 2010 al 2013, ovvero le prime quattro edizioni. Quest'anno sembrava piú complicato perché ho deciso di non ricandidarmi, ma i tempi delle elezioni e quelli della organizzazione della quinta edizione si sovrapponevano. E poi al festival sono affezionata, gli ho dedicato tanto tempo, tanta attenzione... La soluzione che abbiamo trovato è stata che io continuassi esplicitando la mia direzione artistica, mentre la Amministrazione seguiva la parte tecnica.
Se si opera con un obiettivo comune si possono ottenere ottimi risultati: il pubblico vede delle serate che funzionano, dietro c'è il lavoro di noi volontari (vorrei che ciò fosse chiaro, anche il mio è puro volontariato!), delle istituzioni, dei tecnici e dipendenti delle Amministrazioni, oltre che la sinergia con il Museo e la Soprintendenza.
Che tipo di esperienza deve aspettarsi il pubblico
Monesi. Penso che il festival offra una piacevole esperienza di benessere complessivo: in modo semplice, ma ci sforziamo di lavorare sulla curiosità, sulla tranquillità, sull'ambiente naturale, sulla bellezza. Vogliamo che chi decide di stare una sera con noi entri in una dimensione rilassante, che disponga ad accogliere le parole, i gesti, i suoni della nostra rassegna. E vogliamo far conoscere l'antica città etrusca.
La cultura a Marzabotto va in controtendenza?
Monesi. Il teatro italiano è in grande difficoltà. Le compagnie e gli artisti faticano a programmare e produrre, stretti fra i tagli, i crediti che non riescono a esigere, i finanziamenti che non arrivano. Allestire un classico è molto oneroso per il numero di interpreti, le scene e i costumi, la traduzione, l'adattamento. Inoltre la nostra idea di portare a Marzabotto le produzioni del circuito dei teatri antichi, implica rilevanti spese di trasporto. Per questo sono orgogliosa di essere riuscita a portare il Miles. Medea invece era una riduzione, affidata però alla grande interpretazione di Pamela Villoresi. L'altra strategia del festival è produrre spettacoli originali: testi antichi o derivati dalle letterature antiche, ma poco o mai rappresentati. Il monologo interpretato quest'anno da Peppe Barra ne è l'ultimo esempio. Magnifica serata!
Il Festival della Commedia Antica e Infrasuoni
Monesi La collaborazione con Claudio Carboni e la sua rassegna Infrasuoni è stata sempre preziosissima. Inventiamo assieme spettacoli, cerchiamo la sintonia fra le nostre idee, fra le serate che cura lui e quelle del festival. Entrambi soprattutto abbiamo a cuore il nostro territorio e vogliamo che l'Appennino bolognese venga conosciuto e amato quanto merita. Al tempo stesso riteniamo importantissimo offrire ai residenti programmi che siano culturali, non di mero intrattenimento.
L’Unione dei Comuni dell’Appennino, una nuova realtà
Monesi. L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese è una innovazione importante: la frammentarietà non è più sostenibile, finalmente il funzionario ai servizi culturali e turistici, Marco Tamarri, sta svolgendo un grande lavoro di coordinamento fra le proposte diffuse su tutto il territorio. Nessun processo innovativo è facile e breve, ma mi pare che l'Appennino stia dimostrando, assieme a lui, di avere molta grinta!

EMMA B. VEDOVA GIOCASTA di Alberto Savinio

Giovedì 17 Luglio ore 21.00 Teatro di Paglia
Musiche di PEPPE BARRA - Produzione Marocco Music

Emma B, una madre incestuosamente legata al figlio, attende il suo ritorno dopo quindici anni di fuga.

Peppe Barra, esclusivamente per il Festival della Commedia Antica, reinterpreta il monologo di Savinio “Emma B. vedova Giocasta”.

LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI

Venerdì 18 Luglio ore 21.00 Necropoli Est

SIMONA RAFANELLI E STEFANO COCCO CANTINI
Una performance originale, spettacolo/intervista di due esperti,
intervallata da brani musicali e letture di testi antichi: protagonisti
uno dei più noti jazzisti italiani, il sassofonista Stefano Cocco Cantini e l’archeologa Simona Rafanelli, direttrice del museo archeologico di Vetulonia.

MEDEA di Euripide

Mercoledì 23 Luglio ore 21.00 Teatro di Paglia

PAMELA VILLORESI
Produzione Artè Stabile di Innovazione - Regia Maurizio Panici
C’è una definizione precisa della tragedia in un testo di Jean Anouilh, attraverso una immagine molto forte, assolutamente pertinente: il coro infatti dice “La molla è caricata. Non avrà che da scaricarsi da sola .. nella tragedia tutto è tranquillo si dà appena una spinta per metterla in moto, un nonnulla.

CITARELLA E PALMAS IN DUO

Giovedì 31 Luglio  ore 21.00 Necropoli Est

Nando Citarella è musicista, attore, e studioso delle tradizioni popolari, teatrali e coreutico-musicali campane, Mauro Palmas è chitarrista, compositore e musicologo sardo. Insieme danno vita a un viaggio nelle sonorità mediterranee e nel canto d’amore: li affidano alla intimità folgorante di voce/mandola, al liuto, al dialogo intenso che costruiscono interpretando le canzoni napoletane.

MILES GLORIOSUS di Plauto

dom 3 Agosto ore 21 Teatro di Paglia
EDOARDO SIRAVO e MARCO SIMEOLI

Produzione Teatro dei due mari
Regia di Alvaro Piccardi, traduzione di Filippo Amoroso
Il titolo, (Il soldato smargiasso), è riferito a Pirgopolinice, un militare vanaglorioso noto per le sue spropositate e infondate vanterie.